Sport e postura

La postura è fondamentale, soprattutto per chi pratica sport, qualsiasi esso sia. Ricreare il giusto equilibrio fra articolazioni e muscoli è importante per una buona riuscita del gesto atletico e per vivere in buona salute senza dolori. La ginnastica posturale o Kinesiologia posturale consente, mediante semplici test muscolari, di ottenere informazioni sullo stato di equilibrio dell’individuo a livello fisico/strutturale, mentale/emotivo e biochimico/nutrizionale.

La posturologia è la scienza che si occupa dell’equilibrio dell’essere umano. Essa si basa su un concetto fondamentale: il sistema posturale fine (SPF), cioè l’insieme dei meccanismi che assicurano e regolano l’attività posturale svolgendo numerose funzioni complementari, come:

  • lottare contro la gravità (mantenere la stazione eretta)
  • opporsi a forze esterne
  • permettere l’equilibrio nel movimento

Il sistema posturale fine può essere schematizzato immaginandolo strutturato in tre momenti

Ha il compito di portare informazioni al sistema mediante dei recettori sensoriali distinti in due categorie.

  • Endocettori: “leggono” quello che succede all’interno di ogni individuo per poi comunicarlo al sistema, cosicché possa, in ogni momento, riconoscere lo stato di ogni osso, muscolo, legamento o organo in rapporto all’equilibrio.
  • Esocettori: recettori sensoriali che captano informazioni provenienti dall’ambiente esterno e li inviano al sistema posturale fine per essere elaborati.

Rappresenta l’insieme delle strutture neurologiche che gestiscono l’equilibrio in modo autonomo (come gli impulsi cardiaci); riceve le informazioni da tutti i recettori in rapporto all’equilibrio, le integra e reagisce modificando il tono posturale.

Ha il compito di far mantenere la stazione eretta con il minor dispendio energetico. L’equilibrio posturale è un equilibrio stabile, mantenuto tale da leggere oscillazioni che consentono all’uomo di stare in stazione bipede a riposo. La regolazione dell’equilibrio viene effettuata grazie al sistema posturale fine, in grado di controllare e variare il tono dei muscoli posturali in base alle informazioni provenienti dai suoi recettori, specialmente dagli esocettori.

Queste tre strutture con funzioni specifiche portano ad un risultato finale che contribuisce, in modo specifico e sinergico, alla realizzazione e al mantenimento della corretta postura.

I recettori principalmente coinvolti nell’aggiustamento posturale sono:

  • piede
  • occhio
  • sistema stomatognatico: ATM o articolazione temporo-mandibolare, deglutizione (lingua e osso ioide), precontatti (denti capsule, ponti e otturazioni)

Rappresenta il punto fisso delle oscillazioni del nostro corpo, la parte stabile, mentre il resto del corpo si muove intorno a lui (rappresenta a base d’appoggio del pendolo rovesciato” che è il nostro corpo). Per questo motivo svolge un ruolo essenziale come recettore posturale; analizza le variazioni di appoggio al suolo, inviando le informazioni al sistema di regolazione dell’equilibrio (uscita sistema posturale fine). L’esocettore plantare permette di situare l’insieme della massa corporea in rapporto all’ambiente, grazie a misure di pressione a livello della superficie cutanea plantare che, ricca di recettori, permette di dare informazioni alle oscillazioni del corpo. Le informazioni plantari sono le uniche a derivare da un recettore fisso, direttamente a contatto con un ambiente immobile: il suolo.

Rappresenta la chiusura delle catene d’appoggio, essendo il punto più alto del “pendolo rovesciato”. L’occhio è un endocettore il quale, grazie ai recettori muscolo/tendinei situati nella muscolatura oculare estrinseca, è in grado di inviare informazioni al sistema nervoso centrale (SNC) e riguardanti la posizione dei due occhi analizzati singolarmente o al contro laterale. La fisiologia della motilità oculare è la parte che interessa maggiormente il sistema posturale fine, infatti l’entrata visiva, grazie alla retina, permette la stabilità posturale per i movimenti antero-posteriori (visione periferica); per i movimenti destra-sinistra, la visione centrale diviene preponderante. La lente dell’occhiale, se non centrata bene con l’occhio, potrebbe coinvolgere il sistema posturale stimolando negativamente la muscolatura oculomotoria e di conseguenza tutto ciò che ne è indirettamente collegato.

Anche detto articolazione temporo-mandibolare, deglutizione (lingua e osso ioide), precontatti (denti capsule, ponti e otturazioni). Attraverso impulsi afferenti, può disturbare la funzione di muscoli quali:

  • lo Sternocleidomastoideo (SCM) o il trapezio,
  • componenti articolari come le vertebre cervicali, scatenando disequilibri su tutto il rachide e/o sull’oculomotricità.
  • Traumi cervicali come il colpo di frusta possono interferire sul sistema stomatognatico.

Infatti, a livello del V° nervo, con la radice oftalmica (occhi), la radice mascellare e quella mandibolare, quest’ultima innerva anche l’Articolazione temporo-mandibolare, tutti i legamenti ed i muscoli della masticazione e i denti dell’arcata inferiore; “purtroppo” lo stesso nucleo nervoso è in connessione con altri centri oculomotori e nervi cranici. Questo spiega come un problema di occlusione possa far insorgere uno spasmo/ipertono alla muscolatura cervicale.

Nello sport risulta importante, indipendentemente dal gesto atletico praticato, avere i recettori ben funzionanti, stimolati con diversa intensità a seconda del tipo di sport; per alcuni atleti sarà necessario avere ben equilibrato l’apparato visivo, mentre per altri il sistema podalico o il vestibolo, per tutti però sarà assolutamente fondamentale avere tutti i recettori che funzionino correttamente.

Ad esempio, negli sport di mira come nel tiro con l’arco, tiro a segno, tiro al piattello, biathlon, tennis, etc., sarà fondamentale avere un corretto utilizzo di entrambi gli occhi (convergenza e binocularità), diversamente condizionerà il risultato sportivo e influenzerà la postura con possibili dolori muscolari e articolari.

Nello sci la regolazione occhio-piede è importante, trasformare ciò che si vede in un conseguente movimento del piede e quindi dello sci mentre si affronta una discesa. Avete mai provato a fare una discesa ad occhi chiusi o più semplicemente con gli occhiali appannati?

Durante un allenamento in palestra, per un Body Builder sarà importante verificare le condizioni di occlusione mandibolare durante uno sforzo, le interferenze dentali potrebbero inviare informazioni anomale al sistema posturale fine durante un esercizio e creare difetti posturali con conseguenti risultati gravi per l’atleta.

La corsa, benché sembri un gesto atletico semplice e intoccabile da questi meccanismi, è in realtà influenzabile allo stesso modo; se l’atleta ha difetti visivi, ad esempio, ruoterà la testa facendo avanzare l’occhio che vede meglio, di conseguenza i muscoli del collo saranno in parte stimolati e in parte no, quindi avrà una spalla più avanti dell’altra, il bacino compenserà portando avanti la parte controlaterale e le gambe modificheranno la loro rotazione sull’asse longitudinale, influenzando i piedi in un appoggio più in pronazione o più in supinazione. Tutto questo solo per un atteggiamento visivo errato.